E' senza dubbio l'unico nuraghe di Zerfaliu in discreto stato di conservazione, tanto da essere ben riconoscibile dalle immagini satellitari.
E' raggiungibile percorrendo l'attuale Via Petrarca e proseguendo sulla strada comunale Zerfaliu-Paulilatino. Dopo aver superato la pineta e il nuraghe Jana, si prosegue sempre verso nord. Superata la piccola altura di Perda Lobada, s'imbocca una strada sterrata sulla destra, fino a scorgere il nuraghe su una collina. Di qui si procede piedi, fino al monumento megalitico.
Si tratta di un nuraghe complesso, costituito da una torre principale e da due piccole torri minori, aggiunte con tutta probabilità in seguito, lungo l'asse sud dell'entrata del nuraghe. Esso è collocato al centro della depressione de S'Ungroni, in una zona ad alta densità nuragica.
Poco più a nord si eleva il trio dei nuraghi Forreddos, Codas e Sa Guzzu, in territorio di Paulilatino, allineati lungo l'asse ovest-est. Il secondo di essi è al centro del rimboschimento realizzato dal vicino comune. A sud invece i nuraghi di Villanova Truschedu Santa Barbara, San Gemiliano, Crabu, Ruinas, Domingu Porru, Zoppianu, Nuragheddu e Pischina Andria. Come già si è detto per il nuraghe Santa Barbara, in un'area dal lato di 3,5 km si trovano 11 nuraghi, ai quali va aggiunta la fonte romana di Padru Picciu, forse la ristrutturazione di una fonte nuragica. Un gran numero di nuraghi dunque, forse collegati funzionalmente, tutti presso il corso del Rio sa Mela, affluente destro del Tirso. Circa 2 km a sud del complesso di nuraghi la tomba dei giganti di Serra Ebbruzzu, sempre presso la sponda destra del Tirso Dista invece circa 5,3 km a nordovest del nuraghe 'e mesu il complesso nuragico di Santa Cristina di Paulilatino. La torre principale del nuraghe 'e mesu presenta un'altezza di circa 5 metri dal pietrame di crollo (1). Rispetto alla base originaria, l'altezza è di circa 10 metri, mentre originariamente il nuraghe doveva elevarsi per 15 metri. Essendo l'interno ostruito dai numerosi massi del crollo, l'unica modalità di accesso è servirsi della finestra della scala elicoidale, che come è consuetudine presenta un orientamento in senso orario. Alla scala probabilmente si doveva però accedere dalla nicchia sopraelevata per mezzo di una scala di legno collocata all'interno, anziché direttamente mediante un accesso a sinistra, che nel caso di specie è assente. Una variante rispetto al modello tradizionale, che si vede ad esempio nel celeberrimo nuraghe su Nuraxi di Barumini(2). Dalla sommità si possono scorgere le nicchie interne e l'entrata ostruita, oltre a godere di un ampio panorama sulla zona, con i nuraghi del circondario ben visibili. L'entrata originaria, posizionata a sud, ostruita come accennato, dopo la costruzione delle torri accessorie assunse la funzione di collegamento con la più vicina di esse. Evidentemente questa architettura proteggeva meglio l'accesso al mastio. Le torri secondarie versano però in peggiori condizioni, specie sul lato ovest. Sono ancora visibili dall'alto i varchi di collegamento tra le torri.
All'esterno del nuraghe si può intuire la forma delle capanne del villaggio nuragico. Di particolare interesse la fonte nuragica, ad una trentina di metri di distanza. Parzialmente nascosta dalla macchia mediterranea, la fonte è profonda circa due metri.
(1) per le misurazioni v. A. Piras, Monumenti megalitici nel territorio di Zerfaliu, 2003
(2) v. sul punto P. Melis, civiltà nuragica, Sassari, 2003, p.13