Ollastra (OR)
Il toponimo deriva evidentemente da "Ollastu", il termine sardo con cui si indica l'olivo selvatico. Secondo la credenza popolare, gli abitanti originari del paese, che abitavano in località "Pedrosa" o "Perdolas", stanchi delle inondazioni del Tirso, avrebbero affidato ad un carro con l'effige del santo, trainato da buoi, la scelta di un sito migliore. Il carro si sarebbe fermato presso una pianta di ollastu (2).
Il territorio è prevalentemente pianeggiante a ovest, mentre ad est si staglia un massiccio montuoso, in passato di proprietà dei domenicani del convento oristanese di San Martino (3). Il monte di Ollastra, visibile anche da Zerfaliu, è disseminato di grotte e nuraghi.
Nel paese si possono visitare ben quattro chiese. La parrocchiale di San Sebastiano, del XVII sec., è a una navata con abside rettangolare e volta a crociera. All'interno è possibile ammirare un crocifisso ligneo, forse risalente alla costruzione della chiesa.
La festività principale è per il patrono san Sebastiano, il 20 gennaio. In tale occasione una moltitudine di persone si dedica a formare "su soziu", un enorme falò davanti alla chiesa parrocchiale. Un carro trainato da buoi, con un'appendice di frasche simile alla coda di un pavone, marcia per le stradine del paese, fino alla piazza ove è acceso il fuoco. Il giorno seguente le celebrazioni religiose, con processione e messa. Da segnalare che il 25 aprile di ogni anno, in occasione della festa di San Marco, si svolge ad Ollastra la fiera zootecnica, con grande partecipazione di pubblico.
(1) V. questo indirizzo web
(2) V. sul punto le notizie storiche sul sito della diocesi
(3) V. Angius-Casalis, voce Ollastra, in Dizionario Geografico della Sardegna, 1837
(2) V. sul punto le notizie storiche sul sito della diocesi
(3) V. Angius-Casalis, voce Ollastra, in Dizionario Geografico della Sardegna, 1837
L'arte del suono


