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Evoluzione demografica della provincia di Oristano dall'unità d'italia ad oggi
(confini 2004)

Evoluzione demografica della provincia di Oristano, graficoUn aumento fino al 1861, poi una tendenziale stabilità. E' quanto emerge dai dati Istat dei censimenti 1861-2001, sulla base dei confini attuali della provincia. L'aumento più significativo della popolazione si riscontra nel periodo 1921-1961. Nonostante la seconda guerra mondiale, i residenti sono passati da 128.000 a 172.000 (+34,5%). Nel quarantennio successivo il dato si è stabilizzato, oscillando tra i 167.000 e i 173.000.
Se entriamo nel merito dei singoli comuni, possiamo rilevare due tendenze demografiche: quella del comune dell'hinterland e quella del comune dell'interno.
Alla prima categoria possono essere ricondotti, in primo luogo, Oristano ed i paesi vicini. In questo ambito geografico si riscontra un saldo demografico sostanzialmente positivo sia nel lungo che nel medio periodo.
Evoluzione demografica della provincia di Oristano 1861-2001 Nell'ultimo quarantennio ha giocato un ruolo importante l'immigrazione dai paesi vicini verso il centro principale. L'aumento demografico della città è significativo, superato solo da Marrubiu e Santa Giusta, in termini percentuali. Dal grafico emerge un aumento nella norma fino al 1921 (da 8.020 a 12.119). Poi una sostanziale stabilità nei 15 anni successivi, e una successiva impennata, con un aumento non lontano dal 150% in cinquant'anni.
Generalmente positivo l'andamento dei paesi del circondario. A sud del capoluogo, capofila della crescita demografica è Marrubiu. Nel 1861 contava 1184 abitanti, poco più di Fordongianus. Dopo il 1911 l'aumento è stato esponenziale tanto che il paese conta adesso quasi 5000 abitanti (+319%). Simile l'andamento per il centro a nord della bonifica, Santa Giusta, che da 1068 abitanti è passata a 4408 nel 2001. Non si discosta la vicina Palmas Arborea, con un aumento da 379 a 1335 residenti. Da segnalare anche Terralba (da 4041 a 10.229), che nel 1951 ha superato Bosa, diventano il secondo centro più popoloso nell'ambito dei confini attuali della provincia. In termini generali, si tratta dei quattro centri accresciutisi maggiormente nel lungo periodo, insieme alla città di Oristano. Anomalo l'andamento della cittadina di fondazione Arborea. Dopo essere raddoppiata in vent'anni, dal 1931 al 1951 (da 2168 a 4167), si è poi assistito ad un controesodo dei coloni, fino al 1971. Da allora Arborea si è ripresa, avvicinandosi gradualmente al picco del 1951.
Evoluzione demografica della provincia di Oristano 1961-2001
Anche nel Campidano Maggiore il saldo è complessivamente positivo. A Cabras, con l'eccezione dell'ultimo decennio, la popolazione è costantemente aumentata, tanto da essere quasi raddoppiata rispetto al 1861 (dai 4442 del 1861 ai 8804 de 2001). Consistente l'incremento per il vicino paese di Nurachi (da 791 a 1619) e per Riola Sardo (da 1221 a 2137), mentre il record della zona spetta a Zerfaliu (+150%, da 463 a 1157). Spicca però l'eccezione di Solarussa. Dopo un calo netto di 300 abitanti nel ventennio 1881-1901, la popolazione è progressivamente aumentata, per poi diminuire nell'ultimo quarantennio (-3,89%). La vicina Siamaggiore, anch'essa calata nel primo periodo (da 728 ai 490 del 1921), non ha poi visto significative interruzioni all'aumento demografico, neppure nell'ultimo quarantennio.
Al di fuori delle pianure, l'unica area che può essere assimilata a quelle appena esaminate è il cuore dei Guilcier, ovvero i tre centri di Ghilarza, Abbasanta e Norbello. Nel complesso l'agglomerato è aumentato dell'80%, attestandosi sui 8.610 abitanti. Né i paesi sono stati colpiti dal calo tipico delle zone dell'interno post-1961 (+19%).
Negli altri centri i dati sono invece sconfortanti, specie nel breve periodo. Per restare nella zona del lago Omodeo, il calo rispetto al 1961 è del 50% a Sorradile e Ulà Tirso, del 45% a Soddì, del 40% ad Ardauli, Busachi e Aidomaggiore. Vanta il record provinciale di comune maggiormente spopolato negli ultimi quarant'anni Bidonì, passato da 400 a 159 abitanti (-60%). Più a sud, calo per Fordongianus (-34%), mentre contiene i danni Samugheo (-12%).
Non molto diversa la situazione a sudest del monte Arci. Ales, il centro storicamente più importante nonché sede di diocesi, dopo aver superato i 2300 abitanti nel 1961, adesso ne conta 1600. Tutti i paesi della zona hanno subito, senza eccezioni, un calo nell'ultimo quarantennio. La popolazione è persino inferiore al 1861 nei paesi di Genoni, Nureci, Senis, Villa Sant'Antonio e Assolo. Da segnalare il comune di Simala, 601 abitanti ai tempi di Garibaldi, meno di 400 oggi.
Sull'altro massiccio di origine vulcanica, il Montiferru, si riscontra un'andamento demografico analogo. Cuglieri e Santulussurgiu, che superavano rispettivamente 4300 e 4600 abitanti nel 1861, nell'ultimo censimento sono diminuite a 3200 e 2600. Spicca la vicina Sennariolo, con un -60% (da 445 a 173).
E' invece circoscritto all'ultimo quarantennio lo spopolamento della Planargia. Fa eccezione soltanto Bosa, il centro più importante, sostanzialmente stabile nel breve periodo (-2,86%). 

Grafico evoluzione demografica della provincia di Oristano
Grafico evoluzione demografica del comune di Oristano
Evoluzione demografica di Zerfaliu e dei paesi limitrofi
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