Il territorio era certamente popolato in passato da altri nuraghi ed insediamenti preistorici, ormai pressoché scomparsi. Un cenno merita su Barroccu 'e is pedras, un cumulo di massi basaltici sulla riva destra del fiume, presso la strada Zerfaliu-Simaxis, dalla caratteristica forma tronco-conica (1). Si tratta molto probabilmente di un nuraghe monotorre, celato da un sottile strato di terra e sterpaglie. Un altro cumulo si segnala lungo il corso del fiume, in località Ganopera. Totalmente scomparso invece il nuraghe Is Corrias, che sorgeva su un isolotto inghiottito dal fiume, vicino ad una cava. Nessuna traccia neppure del nuraghe Crabai, poco a nordovest di quest'ultimo. Si può ipotizzare l'esistenza di un sito nuragico in località Perda Lobada, a metà strada tra il nuraghe 'e mesu ed il nuraghe Santa Barbara, in territorio di Villanova Truschedu. Si tratta di un piccolo altopiano, ove sono numerosi i cumoli di pietra basatica. A sud-est si trova il pozzo romano di Pardu Picciu, con tutta probabilità già di epoca romana, e ad ovest un'antica cava di calcare. In questa zona le carte del piano paesaggistico regionale indicano la passata presenza di un altro insediamento umano, non distante dal riu su Strampu. Notevole anche la presenza di grandi massi basaltici in località Arocchibi is Benas, non lontano dall'omonimo nuraghe, in territorio di Solarussa. Poco più a sud una zona denominata eloquentemente S'uraki 'e perd'oia. Qualche traccia evidente resta di un'altro nuraghe, su nuragheddu, nella zona denominata Masoi Obinu, a ovest del rio Caddas.
(1) v. anche A. Piras, Monumenti megalitici nel territorio di Zerfaliu, 2003
(2) V. A. Piras, Zerfaliu. Storie in... Comune, novembre 2004, p. 5