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Storia di
Zerfaliu
Zerfaliu
è un piccolo centro della provincia di Oristano,
situato a breve distanza dal Tirso,
il maggior fiume della Sardegna.
Dal Tirso Zerfaliu ha tratto, nel corso
della sua storia, sia vita che morte: qui sorgeva in età
feudale la peschiera di "Cerfalliu", acquistata il 23 agosto 1767 dal
nobile don
Damiano Nurra insieme al titolo di marchese sulla zona. Ma allo stesso
tempo il fiume, con le sue inondazioni, distruggeva
periodicamente campi e raccolti.
Il territorio di Zerfaliu era certamente abitato già nella
preistoria, come dimostrano i numerosi nuraghi
della zona, specie in territorio di Villanova Truschedu e Paulilatino,
vicino al confine comunale. Nel territorio di Zerfaliu, solo
uno è sopravvissuto discretamente al
trascorrere dei
secoli:
il nuraghe 'e mesu,
un nuraghe complesso a nord del paese.
Notevole anche la tomba dei
giganti vicino al fiume Tirso, in località Serra
Ebbruzzu. L'attuale centro abitato risale forse all'età
romana se è vero, come ha sostenuto in un saggio
l'archeologo Tamarelli, che nei pressi della chiesa campestre di San
Giovanni esisteva una piccola necropoli risalente
all'epoca dell'imperatore Adriano.
Il monumento più antico giunto ai nostri giorni è
l'arco pisano a sesto acuto con sovrapposto campanile a vela,
approssimativamente del sec. XII. Certamente a fianco di
esso sorgeva un edifico sacro della stessa epoca, nel sito ove ora si eleva la seicentesca chiesa
parrocchiale di Zerfaliu.
Alla stessa epoca del campanile risale la più antica
attestazione dell'esistenza del paese, nel Condaghe di Bonarcado
(1228). Quest'ultimo raccoglie la registrazione di atti giuridici
connessi alla vita del monastero di Bonarcado, fondato intorno al 1110.
In particolare, nella scheda 25, l'allora priore di Bonarcado Nicolao
riporta i termini dell'azione giudiziaria intentata contro Erradore
Pisanu, servo di San Giorgio di Calcaria (complesso rustico di
proprietà del monastero), il quale negava che i figli avuti
con una tale Vera de Zori fossero a loro volta servi del
monastero. In particolare quest'ultimo sostenne in un primo momento,
come argomento difensivo, che la madre era una donna libera. Tuttavia nel corso della causa emerse che
la qualità di servo del padre, messa in luce dall'accusa,
avrebbe ricondotto i figli sotto l'autorità del padrone di
quest'ultimo, ovvero il monastero. Così Erradore Pisanu
dichiarò che la madre è una serva del Giudice
d'Arborea, prospettando così la possibilità che i
figli appartengano alla proprietà di questo. Ma a
sostegno della qualità di donna libera della madre si
susseguono diversi testimoni che giurano sul vangelo, tra cui un tale
"Petru d'Orru de Villa de Ziorfaliu".
La sentenza è favorevole al monastero; peraltro il priore
concesse che la donna continuasse a convivere con il servo (1).
Viene generalmente collocata nel secolo
successivo, il XIII, la
costruzione della chiesa
campestre di San Giovanni, a navata unica, ampliata verso
nord in epoca successiva.
Il nome del paese viene successivamente citato nel trattato
di pace del
1388 tra Eleonora d'Arborea e Giovanni I d'Aragona (detto "il
cacciatore"), ove nelle assemblee deputate ad eleggere i procuratori
incaricati a stipulare il trattato, figurano ben quindici
rappresentanti di Cerfallio:
ciò dimostra che all'epoca il paese aveva una discreta
consistenza numerica(2).
Di epoca spagnola è invece l'attuale chiesa parrocchiale,
costruita tra il XV e il XVI sec. In origine presentava una pianta a
croce latina, con un unica navata, alla quale solo in un momento
successivo vennero aggiunte le cappelle laterali.
La dedicazione a N.S. della Trasfigurazione risale al 1837. Nel 1909
l'edificio è stato sottoposto a lavori di ristrutturazione,
mentre il tetto a travi di legno è stato completamente
sostituito nel 1947. L'asilo,
inaugurato nel 1958, venne affidato alle suore Salesiane Oblate del
Sacro Cuore. Sei anni più tardi fu ultimato il nuovo
campanile, a sud della chiesa. (3) Nel
1918 il paese assiste a una delle tante alluvioni del Tirso. Questa
volta l'ondata è così potenta da spazzare via il vicino paese di San Vero Congius,
risparmiando miracolosamente Zerfaliu. I più anziani ricordano ancora
la grida disperate dei sanveresi, che giungevano con un eco lontano nel
paese. Qualche anno più tardi San Vero Congius fu ricostruita da alcuni
superstiti a distanza di sicurezza dal fiume, ma la maggioranza si era
già trasferita nei paesi vicini. In seguito, la costruzione degli
argini e della diga di Santa Vittoria placherà la furia del Tirso.
Cronostoria di Zerfaliu
Evoluzione
demografica di Zerfaliu
Etimologia di
"Zerfaliu"
I sindaci di
Zerfaliu
I parroci di
Zerfaliu
La
chiesa parrocchiale
La
chiesa di San Giovanni
I Nuraghi di
Zerfaliu e del circondario
Il fiume Tirso
La peschiera del marchese d'Arcais Due sacerdoti illustri di Zerfaliu
Il mestiere del barcaiolo
Serafino Murru
Note:
(1) V. IL CONDAGHE DI
SANTA MARIA DI BONARCADO, edito da Ilisso, pag. 91ss. Accanto a petru
d'Orru compaiono testimoni di altri paesi: Furato de Nuri di Solarussa,
Petru de Martis de Sii Maiore e Furadu de Lacon de Villalonga.
Quest'ultimo era un villaggio sito tra Siamaggiore e Solarussa,
decimato dalla peste del XIV secolo. Sulla donazione al monastero del
complesso rustico di San Giorgio d Calcaria v. op. cit, pag. 63
(2) Cfr. Raimondo
Bonu, Notizie storiche sulle parrocchie dell'arcidiocesi in Arborea,
settimanale diocesano .
(3) sul tema v. anche A. Piras, Storie
in comune, 1993 |
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