Il fiume Tirso, con i suoi 159 km, è il fiume più lungo della Sardegna. Le sue sorgenti si trovano a 800 m s.l.m. presso Buddusò, in provincia di Olbia-Tempio. Pochi chilometri più a valle il primo sbarramento artificiale,
detto "Sos Canales". Da qui prosegue con il nome di "Frummini de su Campu" fino a congiungersi con i vari affluenti che scendono dal Marghine e dal Gennargentu. Nel complesso il suo bacino, con i suoi 3376 kmq, è il più grande del'isola.
In provincia di Oristano il fiume incontra lo sbarramento più importante, che forma il lago Omodeo, il più
grande dell'isola. Si tratta della diga Eleonora d'Arborea, inaugurata ne 1997, che ha mandato in pensione la
vecchia diga di Santa Chiara (1924), da tempo inefficiente. Quest'ultima, che si trova più a monte, è già in parte sommersa dalle acque del lago, che al massimo regime dovrebbe avere un volume di 745.000.000 metri cubi, per una superficie di 29,37 kmq. Più a valle il Tirso incontra gli sbarramenti ausiliari di Pranu Antoni e di Santa Vittoria (1930). Quest'ultimo, situato tra Zerfaliu e Ollastra, forma un lago
minore. Da qui si diramano i canali che irrigano il Campidano di Oristano. Il canale nord lambisce
l'abitato di Zerfaliu, irrigandone solo la regione del Bannaxi, per poi dirigersi verso Nordovest. Il suo gemello invece si snoda verso
Arborea.
La portata del Tirso, a valle della diga, ne risulta così limitata, specie in estate quando si riduce ad un
misero torrente. Il prelievo della sabbia ha anche abbassato il suo letto, specie in alcuni tratti. Le inondazioni, che un tempo avevano anche distrutto il vicino villaggio di San Vero Congius (1918), ricostruito un km più a sud, sono quasi un ricordo. Di particolare interesse i numerosi nuraghi che ne presidiano il corso, in particolare i nuraghe Ruinas, Crabu, San Gemiliano e Su Strampu in territorio di Villanova Truschedu, il nuraghe Su barroccu 'e is pedras e il distrutto nuraghe di San Giovanni in territorio di Zerfaliu, senza trascurare la tomba dei giganti in
località Serra Ebbruzzu.